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 CENTRO RECUPERO AVIFAUNA SELVATICA DI TRENTO

 tel. 0461-931481 - cell. 3402491886 – 3402424237

 

  copyright © Giovanni Cavulli    copyright © Giovanni Cavulli 

Il Centro Recupero Avifauna Selvatica (C.R.A.S.) è stato istituito dalla Provincia Autonoma di Trento ai sensi della L .P. 9.12.1991 n. 24 e successive modifiche. La gestione, regolata da un'apposita Convenzione, è stata affidata alla LIPU dal Servizio Foreste e Fauna.

 

Il C.R.A.S. di Trento

Il Centro accoglie, in un ambiente idoneo e tranquillo, gli esemplari appartenenti all'avifauna selvatica feriti ed in difficoltà a causa di incidenti o di malattie, nonché i nidiacei privi delle cure parentali; i soggetti recuperati, curati e riabituati alla vita selvatica, sono quindi reintrodotti nel loro ambiente naturale.

 

La storia

Il recupero della fauna selvatica non cacciabile e protetta è stato operato, in passato, dalla Sezione di Trento della LIPU in applicazione di Convenzioni annuali stipulate con il Servizio Faunistico della P.A.T., ed in collaborazione con il Centro di Ecologia Alpina, utilizzando, per il ricovero dei nidiacei e degli esemplari da recuperare, gli spazi forniti dai volontari dell’associazione. Allo scadere della Convenzione per il 2002 le attività di recupero sono state affidate a strutture esistenti fuori provincia, in attesa della realizzazione di un Centro di Recupero adeguato alle necessità.

Dal 1° settembre 2004 il Servizio Foreste della PAT ha nuovamente incaricato la LIPU di gestire il Centro Recupero della Fauna Selvatica Protetta di Trento, già allestito a Candriai. Dall'estate del 2007 la struttura ha sede a Trento presso il Dosso di San Rocco a Villazzano.

 

Il ruolo della Provincia Autonoma di Trento

La L.P. n. 24/91 e successive modifiche, che detta le norme per la protezione della fauna selvatica e per l’esercizio della caccia, dispone che “l’Amministrazione Provinciale ha il compito di provvedere alla cura ed alla riabilitazione della fauna selvatica rinvenuta ammalata o ferita, per la successiva reintroduzione nel territorio della provincia di Trento”.

Il Servizio Foreste e Fauna, che ha assunto dal dicembre 2003 le competenze del Servizio Faunistico, ha incaricato quindi la LIPU di gestire questa attività, relativamente alla cura e riabilitazione della sola avifauna selvatica.

 

Riferimenti normativi

L.P. 9 dicembre 1991 n. 24 e successive modifiche; Determinazioni del Dirigente del Servizio Foreste e Fauna della P.A.T. n. 649 del 2.9.2004, n. 350 del 29.6.2005, n. 59 del 16.2.2007;

 

Dove si trova e quali spazi utilizza

Il C.R.A.S. si trova all'ingresso del "Bosco della città" e precisamente al Dosso di San Rocco a Villazzano di Trento: si estende su un’area di circa 4.500 mq e si compone di voliere per l'attività didattica, di uno spazio per l'educazione ambientale, sale nursery e di rieducazione, voliere per la degenza e di due tunnel per la riabilitazione al volo. Completano la logistica uno spazio per l'accettazione e la registrazione degli esemplari ricoverati ed una sala per la preparazione e la conservazione degli alimenti.

 

Le finalità

Cura, riabilitazione e recupero degli uccelli feriti o in difficoltà.

Gli esemplari recuperati, prima di essere condotti al Centro, sono visitati dal veterinario, sottoposti ad un esame clinico generale ed eventualmente a controllo radiografico e ad intervento chirurgico. Al termine dell’intervento veterinario gli esemplari (per ognuno dei quali viene predisposta una scheda con le terapie da eseguire) sono affidati al Centro per la degenza e la riabilitazione. Superata la fase di degenza, si inizia quella di riabilitazione alla vita selvatica e quindi si provvede alla liberazione negli habitat di origine.

 

Rilevazione delle cause di ricovero ai fini della conservazione.

L’esame delle patologie rilevate fornisce importanti indicazioni sulle misure di conservazione da adottare sui territori interessati: è importante, quindi, raccogliere le maggiori informazioni possibili sulle circostanze e sullo stato di salute degli esemplari al momento del ritrovamento.

In base alle esperienze maturate possiamo affermare che le cause di ricovero sono da ascrivere soprattutto a traumi di varia natura, impatti contro cavi e linee elettriche, urti contro vetrate, investimenti stradali, avvelenamento da diserbanti e concimi chimici, malattie debilitanti; meno comuni, ma non rari, sono i ricoveri dovuti ad atti di bracconaggio (ferite da arma da fuoco). Spesso ci vengono affidati in custodia giudiziale, inoltre, esemplari di uccelli illegalmente detenuti a fini di uccellagione. Si tratta per lo più di passeriformi e fringillidi catturati con il "vischio" applicato su rametti, una sostanza collosa che imbratta le penne di questi piccoli uccelli, i quali, nello spasmodico tentativo di liberarsi possono subire gravissime menomazioni.

Il successo dell’intervento di soccorso è strettamente connesso alla brevità del tempo intercorrente tra il ritrovamento dell’esemplare bisognoso di cure e l’avvio delle operazioni di recupero. Da maggio ad agosto, inoltre, sono ricoverati numerosi nidiacei, caduti dal nido e molto spesso consegnati alle nostre cure da ignari passanti, non consapevoli che i loro genitori provvedono ad alimentare i piccoli anche a terra.

 

Liberazione nelle aree di provenienza.

Per quanto possibile gli esemplari che ne hanno necessità sono liberati nel luogo di ritrovamento, una volta accertata l’effettiva idoneità alla reintroduzione in natura, compatibilmente con le opportune considerazioni di carattere protezionistico.

 

Opportunità didattico-educative.

L’esistenza di un Centro di Recupero rappresenta, soprattutto per i più giovani, un’occasione importante per avvicinarsi in modo costruttivo alla dimensione più naturale del nostro rapporto con la fauna selvatica: il contatto, anche se fugace ed attraverso feritoie schermate, con una specie in precedenza osservata solo alla TV, migliora noi stessi nel confronto con la Natura, poiché ne ricaviamo un messaggio positivo, mirato alla conservazione. E’ però fondamentale temperare  la nostra curiosità, che non deve fare dimenticare le esigenze di tranquillità e di riservatezza di cui hanno diritto gli esemplari in degenza.

 

La gestione

Il responsabile del C.R.A.S.

Responsabile e Coordinatore del Centro è Sergio Merz, Delegato della Sezione Trentina della LIPU, che provvede alla formazione degli Operatori e segue personalmente tutte le operazioni relative al recupero ed alla riabilitazione dei soggettii ricoverati. A tal fine si avvale, tra l’altro, della collaborazione dei volontari della LIPU;

 

Un team di veterinari

Gli esemplari recuperati, prima di essere ricoverati, sono sottoposti alla visita di veterinari specializzati nella cura dell'avifauna selvatica, i quali provvedono, altresì, a sottoporli alle terapie necessarie e ad eventuali interventi chirurgici. Lo Studio Veterinario al quale la LIPU e la PAT fanno riferimento dal Luglio 2008 è: Animal Care - Dir. San. Dott. D. Sebastiani - Via Palermo 19/4 - Trento.

 

La rete dei "recuperatori"

Gli associati alla LIPU che hanno dichiarato la propria disponibilità a rivestire il ruolo di “Recuperatori” costituiscono il prezioso tramite tra chi rinviene l'avifauna bisognosa di cure e gli operatori del Centro: distribuiti uniformemente sul territorio provinciale, contattano i ritrovatori e si occupano del trasporto degli esemplari dal luogo di ritrovamento allo Studio Veterinario e da questo al C.R.A:S., raccogliendo tutte le informazioni utili a determinare le cause di ricovero e lo stato di salute degli esemplari.

 

Gli ospiti del Centro

In base alla Convenzione stipulata con il Servizio Foreste e Fauna della Provincia Autonoma di Trento, il C.R.A.S. può accogliere tutte le specie selvatiche di uccelli, comprese quelle cacciabili, rinvenute sul territorio provinciale. Fanno eccezione le specie di affezione, come i piccioni di città, per i quali gli interventi di recupero sono di competenza del Servizio Ambiente delle Amministrazioni Comunali. Anche per le specie acquatiche (ad esempio anatidi e gabbiani) non viene consentito il recupero presso il C.R.A.S. quale misura precauzionale a tutela da eventuale, per quanto improbabile, contagio da influenza aviaria.

 

Come richiedere interventi di soccorso

Telefonate al C.R.A.S.: il servizio è attivo tutti i giorni, festività comprese, dalle 8.00 alle 20.00. Un Operatore sarà a disposizione per fornire le necessarie indicazioni e concordare le modalità del trasporto e del recupero.

 

Dal mese di maggio 2009 è attiva inoltre una Convenzione con Trentino Trasporti: qualora ne ricorrano le condizioni - ed in accordo con gli Operatori del CRAS - gli uccelli selvatici feriti o inabili al volo potranno essere inviati al Centro di Recupero affidando gli esemplari, riposti in scatole forate per l'areazione, al personale viaggiante di Trentino Trasporti Esercizio.

 

In attesa dell’addetto al recupero

Un uccello ferito o inabilitato, anche se apparentemente inoffensivo, è pur sempre dotato di becco ed artigli potenzialmente pericolosi: in attesa dell’arrivo del recuperatore, manipolatelo il meno possibile e riponetelo in una scatola di cartone forata per favorire l’aerazione, poco più grande delle dimensioni dell’animale, proteggendosi con guanti del tipo usato dai giardinieri: è preferibile sistemare sul fondo della scatola fogli di gionale o uno straccio di panno, per evitare che l'esemplare scivoli. La scatola dovrà essere riposta in un luogo tranquillo ed al buio. Non inserire nella scatola alimenti o acqua, per evitare che si sporchi, infettando le eventuali ferite.

 

Consigli utili

Osservate le elementari precauzioni per evitare di ferirvi durante la manipolazione dell’animale.

Numerose specie di uccelli escono dal nido in primavera anche se non sono in grado di volare, però, al contrario di quanto si pensi, sono ugualmente alimentati dai genitori: spostarli significa sottrarli alle cure parentali, per cui è meglio non intervenire, a meno che non si verifichino situazioni di pericolo imminente.

Nei casi dubbi contattate il Centro per chiarire le vostre perplessità e fate il possibile per velocizzare le operazioni di soccorso: prolungare l’intervallo temporale tra il ritrovamento ed il recupero rende più problematica la riabilitazione dell’animale ed inoltre ne aumenta il rischio di “imprinting”.

Per approfondimenti: http://www.lipu.it/oasi/animaliferiti.htm

 

La LIPU a Trento

La Sezione di Trento ha lasciato la sede di Via SS. Trinità 32: il riferimento, per soci e attivisti, diventa dunque il C.R.A.S, presso il quale la presenza costante degli operatori farà da tramite per tutti noi. Le riunioni degli attivisti saranno pertanto concordate tramite contatti in posta elettronica (indirizzo e-mail: trento@lipu.it).

La Sezione è dotata di una nutrita biblioteca ed è abbonata a riviste e pubblicazioni di carattere naturalistico, a disposizione dei Soci.

 

Le attività

Sono molteplici: oltre a quelle strettamente legate alla gestione del C.R.A.S., possono essere così distinte:

- di conservazione;

- di denuncia;

- di comunicazione e divulgazione;

- di partecipazione al Comitato Faunistico Provinciale;

- di partecipazione al Tavolo di Confronto tra le associazioni ambientaliste e la P.A.T.;

- di partecipazione al Coordinamento delle associazioni ambientaliste trentine;

Le attività di birwatching e di educazione ambientale, anche grazie all’azione di sensibilizzazione generata dalla presenza del Centro di Recupero, saranno incrementate nel prossimo futuro.

 

La newsletter

Rappresenta una delle attività di divulgazione più seguite, con riferimento alle attività della LIPU trentina ma anche a quanto “prodotto” dall’associazione su scala nazionale. Non mancano inoltre riferimenti all’attività svolta da BirdLife International, la federazione mondiale delle associazioni affini alla LIPU.

Chiunque abbia interesse a ricevere le nostre newsletter comunichi il proprio recapito di posta elettronica all'indirizzo e-mail: trento@lipu.it

 

 

ISCRIVITI ALLA LIPU: DAI UNA MANO, DIVENTERA’ UN’ALA!

 

Le quote associative annuali  possono essere versate utilizzando il conto corrente n.13859384 intestato a LIPU Sezione di Trento - C.P. 380 - 38100 Trento, indicando tutti i propri dati anagrafici. L'iscrizione comprende l'abbonamento annuale alla rivista trimestrale "Ali Notizie" o "Ali Giovani".

E’ possibile iscriversi direttamente al C.R.A.S.

 

Principali quote di iscrizione:

 

  Ordinario  

25  

  Sostenitore

35  

  Benemerito

65  

  Special  

170  

  Club Grandi Amici della LIPU

500  

  Famiglia ordinario  

40  

  Famiglia sostenitore

55  

  Junior (0 - 14 anni)  

18  

  Giovanile (15 - 18 anni) 

18  

  Classe scolastica

25  

  Classe scolastica (con materiale didattico)  

35  

 

Le donazioni alla LIPU sono deducibili in base alla L. 460/97 sulle Onlus(460/97)

 

 

SELEZIONIAMO VOLONTARI PER INCREMENTARE LA RETE DEI RECUPERATORI E PER

COLLABORARE ALLE ATTIVITA’ DEL C.R.A.S.

 

Diventerai VOLONTARIO dopo una severa formazione e stage presso il C.R.A.S. ed avrai l’opportunità di dare aiuto ai tanti esemplari ricoverati: se sei interessato, contattaci!

 

 

 

 

 

 

LIPU - Lega Italiana Protezione Uccelli - Sede Nazionale: VIa Trento 49 - 43100 Parma